Art.44 -- Origine dei satelliti associati ai pianeti del Sistema Solare, caratteristiche del pianeta Venere -- Antonio Dirita

per approfondimenti      www.fisicauniversale.com/wp

I dati noti dall'osservazione sono riportati nella tabella seguente.
                                                       Sistema venusiano                  

denom.     R Km e=√(ΔE/Eeq)  RKm      T g   r Km m  Kg (°)
Venere 108208926 0,00677323 108203961 224,70059 6051,85 4,8685⋅10²⁴ 3,86°

Nello spazio rotante solare (  Art.38a   ) all'orbita circolare stabile di Venere è associato il numero quantico semi-intero   pV = 5,75 , e
quindi le caratteristiche orbitali teoriche risultano

si ricavano le caratteristiche dell' orbita media associata al semiasse maggiore :

1
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Non avendo satelliti, il pianeta rotorivoluisce sull'orbita direttamente con la sua sfera planetaria di raggio :

oppure :

Il periodo di rotazione imposto dal pianeta alla sfera planetaria risulta quindi :

essendo sincrona la rotazione,  TPV∗ coincide con il periodo di rivoluzione del pianeta osservato, che vale 224,70059 g.
Abbiamo visto che, in assenza di satelliti sulle orbite un pianeta, per verificare il bilancio del momento angolare, rotorivoluisce con
rotazione sincrona e 
campo magnetico uguale a zero (vedi  Art.21   e  Art.22    ).

Quando viene catturato un satellite in orbita, ad esso è associato un momento angolare e quindi, per conservare il valore iniziale del
sistema, il pianeta deve acquisire un momento angolare rotazionale uguale e contrario a quello del satellite, per cui la rotazione
non è più sincrona e il momento angolare acquisito origina quello che indichiamo come campo magnetico associato.

Nel caso di Venere non vi sono satelliti in orbita, ma comunque si ha uno spesso strato di nubi massive in equilibrio ad un'altezza
dal suolo uguale a circa
50/ 60 Km .
Nel Sistema Solare primordiale le nubi erano parte della superficie del pianeta in rotazione sincrona.
Il trasferimento di queste masse a 50 Km di altezza, con un aumento del momento angolare ad esse associato, ha richiesto ( per il
principio di conservazione ) una pari riduzione del momento rotazionale proprio del pianeta, dunque una riduzione della velocità
di rotazione.

E' chiaro che, essendo piccola la massa delle nubi, piccola sarà anche la riduzione della velocità e altrettanto piccolo sarà il campo
magnetico acquisito.
il pianeta sta riprendendo gradualmente la rotazione sincrona iniziale e per questo la sua rotazione retrograda ci appare in lenta
riduzione.

2
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Il periodo di rotazione fornito dall'osservazione astronomica risulta infatti   TrV = 243,018 g , non molto diverso dal periodo
di rivoluzione.

E' chiaro che, partendo da una rotazione sincrona, un rallentamento
si manifesta come una rotazione retrograda.

Il raggio della sfera rotante che sostiene il moto di rivoluzione del pianeta vale :
Venere presenta dunque un nucleo interno che ruota su se stesso con velocità periferica :
 
Sia il raggio del nucleo interno che la sua velocità di rotazione hanno un valore molto elevato, per cui viene sviluppata
un' 
energia termica
molto alta, dello stesso ordine di grandezza di quella sviluppata dal
nucleo terrestre.
Nel caso di Venere però il nucleo si trova quasi esattamente al centro del pianeta e quindi, diversamente da quanto  abbiamo visto per
la Terra, non si creano, in questo caso, vie preferenziali per la risalita del 
materiale fuso.
I fenomeni termici che si manifestano sulla superficie risultano quindi distribuiti più o meno uniformemente e, per questo, saranno di
ridotta intensità e poco vistosi.
Si deve notare che, se la Terra non avesse in orbita la Luna, si troverebbe in condizioni assolutamente analoghe a quelle presenti
su Venere, con nucleo interno rotante perfettamente centrato ed una sfera planetaria :

Il periodo di rotazione imposto dal pianeta alla sfera planetaria risulterebbe quindi :

Anche la Terra apparirebbe dunque con rotazione quasi sincrona, con
un apparente lento moto retrogrado.
Anche in questo caso, se si considera la massa di tutta l'atmosfera emessa dalla Terra inizialmente in rotazione sincrona (in assenza della
Luna), la riduzione della velocità di rotazione, necessaria per verificare il principio di conservazione del momento angolare, farebbe
apparire anche la Terra con rotazione retrograda.

3
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 Art.44 -- Origine dei satelliti associati ai pianeti del Sistema Solare, caratteristiche del pianeta Venere -- Antonio Dirita

Lascia un commento