Art.32-- Scoperta e calcolo teorico del Sistema Stellare Locale, caratteristiche orbitali del sistema Solare nella Galassia -- Antonio Dirita

per approfondimenti      www.fisicauniversale.com/wp

L'osservazione astronomica ed i calcoli riportati nell' Art.31    e   Art.31a    ci dicono che l'ultima orbita  circolare stabile stabile del sistema
Solare è quella di Plutone, con un raggio uguale a circa RNPl = 5540 ⋅ 10⁶ Km .  Assumiamo dunque tale valore come
"punto neutro del sistema Solare" rispetto all'aggregato materiale di
ordine superiore che lo precede nell'organizzazione 
gerarchica
dell'universo.

Dato che le teorie correnti indicano il sistema Solare in moto ad una distanza dal centro della Galassia pari a circa 30000 anni luce
e la massa del centro galattico uguale a circa  6,82 ⋅ 10¹¹  masse solari
, il punto neutro del sistema Solare
rispetto alla Galassia, dal calcolo risulterebbe :

Essendo  RNS-G  >> 5540 ⋅ 10 Km , dobbiamo pensare che i dati utilizzati nel calcolo non siano corretti oppure che

il sistema Solare non sia direttamente in orbita nello spazio rotante galattico.

A questo punto notiamo che le osservazioni astronomiche ci dicono che il Sole si può ritenere una stella tipica della Galassia. Questo
vuol dire che il rapporto tra la massa satellite tipica e quella centrale, che genera lo spazio rotante, vale circa   ms/ mG =10⁻¹².
Questo dato, rapportato al sistema Solare e a tutti i sistemi stellari osservati, vorrebbe dire che i pianeti in orbita nel sistema Solare
dovrebbero avere in media una massa uguale a quella dei più piccoli asteroidi ( circa 10¹⁸ Kg ) .
La realtà che si presenta è però assolutamente diversa :
Man mano che si sale nel livello di aggregazione, si rileva un aumento più o meno graduale della massa dei corpi celesti in orbita,
con rapporti 
del tipo 1 / 100 / 1000 / 10000 /⋅⋅⋅⋅ .

Queste ed altre osservazioni ci portano a pensare che nell'ordine gerarchico dell'universo, fra la Galassia e
il sistema
Solare debba esistere un aggregato di stelle avente spazio rotante proprio con
una massa di valore intermedio che chiameremo " sistema stellare locale ".
Il sistema Solare può muoversi in orbita attorno al suo centro e non
a quello della Galassia.

1
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
L'esistenza di un aggregato di questo tipo, nella teoria degli spazi rotanti, ci viene suggerita anche dalla distribuzione delle stelle che ci
circondano  (   Art.31a   ), le quali presentano una maggiore densità in corrispondenza di distanze ben precise da noi.
Purtroppo, per ricavare le sue caratteristiche , non abbiamo a disposizione molti dati e quindi dobbiamo fare riferimento
a valori medi.
L'osservazione astronomica fornisce valori molto precisi delle distanze delle stelle più vicine al Sole e quindi possiamo utilizzare questi dati.
Anche se le distanze delle stelle dal Sole non coincidono perfettamente con le distanze tra le orbite stabili del sistema stellare locale, esse
possono essere utilizzate per ricavare dei valori indicativi che verranno , eventualmente, corretti in seguito facendo ricorso a ulteriori
verifiche.
Il sistema stellare più vicino a noi è Alfa Centauri ( A e B ), che è distante dal Sole :   d= 4,3961 al .

La seconda stella, in ordine di distanza dal Sole, è quella di Barnard, che si trova ad una distanza :dB = 5,94 al .

La schematizzazione delle orbite del sistema stellare locale è quella indicata in figura 37.
figura 37
Per ricavare la posizione dell'orbita del sistema Solare, corrispondente al raggio   R₀s  , al quale è associato il numero quantico  n₀ 
2
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
supponiamo che il sistema, nella zona che stiamo esaminando, sia sufficientemente popolato di stelle in modo da poter ritenere le orbite
associate ai numeri quantici tutte occupate.
Con queste ipotesi, ad Alfa Centauri verrà associata l'orbita avente numero quantico  (n₀ + 1)  e alla stella di Barnard quella
con (n₀ – 1).

Se indichiamo con  R1SL il valore del punto neutro del sistema stellare locale rispetto allo spazio rotante galattico nel
quale esso si muove, dovrà essere :

eliminando  R1SL  , si ottiene l'equazione :     
Il numero intero che meglio approssima tale risultato risulta  n₀ = 10   che fornisce un rapporto :     dB/dA =1,3515

Essendo il calcolo necessariamente molto approssimato, prima di acquisire definitivamente tale risultato, consideriamo un'altra  orbita.
Sempre in ordine crescente di distanza dal Sole, troviamo le due stelle :
stella di Wolf 359 , che si trova alla distanza    dW7,78 al

stella di Lalande 21185 , che si trova alla distanza    dL = 8,29 al
3
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Essendo i due valori molto vicini fra loro, si deve certamente escludere che possa trattarsi di due orbite stabili distinte. Assumiamo dunque
per l'orbita stabile la distanza media :   dm = 8,035 al.
Dovrà dunque essere : 
eliminando  R1SL  , si ricava l'equazione :
                
il valore che meglio approssima tale risultato risulta n₀ = 11 , che fornisce un valore del rapporto :

                                                        dB/dm = 0,739 

Possiamo dunque assumere definitivamente :  n₀ = 11.
Sostituendo nel sistema di equazioni iniziale, si ricava per il valore del punto neutro del sistema stellare locale :

                                                        R1SL = 3422,6 al .

Considerando l'approssimazione del calcolo e che la distanza tra le orbite rappresenta il valore minimo di quella che separa le stelle
durante il moto, con un minimo adattamento, assumiamo :
                                                         R1SL = 3280 al .
4
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
e quindi si ricava il raggio dell'orbita del sistema Solare :

Sapendo che il punto neutro del Sistema Solare coincide con l'orbita del pianeta Plutone, possiamo calcolare la
massa attiva che deve avere la sfera centrale del sistema stellare locale per poter generare lo spazio
rotante che esso manifesta attraverso lo schema orbitale . utilizzando l'espressione teorica del punto neutro :

          
eseguendo i calcoli si ottiene :                           mSL = 3,7573 ⋅ 10³⁹ Kg

si ricava così lo spazio rotante generato dal sistema stellare locale :

                               KSL² = mSL ⋅ G = 2,5071⋅10²⁰ Km³/sec²

Si deve tenere presente che il valore della massa, che abbiamo così ricavato, rappresenta l'analogo della massa  mdel Sole nel sistema
Solare solo dal punto di vista funzionale, secondo la definizione di materia che abbiamo dato, e non considera affatto le manifestazioni
tipiche del Sole o della materia organizzata. Dunque essa potrebbe anche essere costituita, tutta o in parte, da spazio fisico che non ha
ancora nemmeno raggiunto il livello di organizzazione fotonico, ma che riesce a produrre comunque la sua azione " gravitazionale "
attraverso lo spazio rotante.

Velocità e periodo di rivoluzione del sistema Solare sull'orbita del sistema stellare locale associata a
n₀ = 11  si ricavano con la legge fondamentale degli spazi rotanti        V0S²⋅ R0S = KSL²
dalla quale si ottiene :

5
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Il sistema Solare rotorivoluisce quindi su un'orbita il cui centro si trova ad una distanza
da noi uguale a 27,11
al , "con un periodo coincidente esattamente con il
doppio di quello di 
quello di precessione degli equinozi" rilevato con le
osservazioni realizzate dalla Terra.
Questo risultato è in perfetto accordo con quanto abbiamo visto nell'  Art.13 fig.19b , che qui riportiamo per
comodità.
figura 38
Il moto di rivoluzione del Sole attorno al centro del sistema stellare locale SL , il quale, a sua volta, rivoluisce
attorno al centro galattico, produce sul Sole, e dunque su tutte le masse componenti il Sistema Solare, una
accelerazione sinusoidale data da : 
con periodo :                                  Ta = T0S/2 = 25892 a

Questo risultato ci dice che " il moto di precessione degli equinozi che si osserva
sulla Terra è dovuto alla variazione dell' accelerazione
centrifuga che
agisce sul Sistema Solare come conseguenza del moto di rivoluzione
sia nello spazio rotante stellare che
in quello galattico".
Utilizzando la condizione di equilibrio (  Art.11   ), ricaviamo il raggio del nucleo rotante solare, rp0S  che sostiene il moto di
rivoluzione del Sole sull'orbita senza strisciare . Si ottiene :

Il moto di rivoluzione del Sole sull'orbita  R0S genera un moto di scorrimento  apparente  del Sole rispetto al centro del sistema

stellare locale posto alla distanza di 27,11 al .

           
La velocità relativa del Sole rispetto ai punti dello spazio presenti su tale sfera vale quindi :

                               
Al moto del Sole sull'orbita  R0S  del Sistema Stellare Locale alla velocità  V0S  uguale a  988,7 Km/sec , si aggiunge quindi quello
apparente in una direzione fissa con la velocità di  19,63 Km/sec .
6
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Essendo   rP0S < rs = 696000 Km ,  "il Sole presenta un nucleo interno" avente un raggio

rP0S = 135769 Km ,  rotante su se stesso con velocità periferica uguale a

quella di rivoluzione   V0S = 988,7 Km/sec.

La presenza di un nucleo con queste dimensioni, al centro del Sole, rotante a elevata velocità, è confermata dagli studi sul suo
comportamento.

Nell'  Art.17   abbiamo visto come il calcolo del momento angolare associato a questo nucleo rotante sia praticamente coincidente con
quello di tutti i pianeti in orbita, esattamente come viene richiesto per avere l'equilibrio del sistema.

Si risolve così il problema del momento angolare mancante nel Sole.

Calcoliamo ora il raggio Rps della sfera planetaria solidale con il sistema Solare (praticamente il suo raggio d'azione), con la quale esso
si muove nel sistema stellare locale .

  RPS = (mS/mSL)1/3⋅ R0S (1,9891⋅10³⁰ Kg/3,7573⋅10³⁹ Kg)1/3 ⋅ 27,11 al =

                    = 0,021931 al =  0,021931 al · 9,461 · 1012  Km = 207489 · 10Km

Abbiamo , a questo punto, tutti gli elementi necessari per calcolare lo schema orbitale completo del sistema stellare locale.
Le caratteristiche orbitali, dello spazio rotante stellare locale, associate al numero quantico n = 1 , risultano :


Le caratteristiche orbitali di tutto il sistema stellare locale vengono descritte dunque dalle relazioni :

   Rn = 3280 al/n²    ;    Tn = 68,92⋅10⁶ a/n³    ;    Vn = 89,884 Km/sec ⋅ n


n = 1 ; (1+1/4) ; (1+2/4) ; (1+3/4) ; 2 ; (2+1/4) ; .............

Esprimendo le distanze dal centro in al , si ha il seguente schema orbitale :

                       Schema orbitale teorico del sistema Stellare Locale

3280 -- 2099 -- 1458 -- 1071 -- 820,0 -- 647,9 -- 524,8 -- 433,7 -- 364,4 -- 310,5 -- 267,7 -- 233,2 --

205,0 -- 181,6 -- 162,0 -- 145,4 -- 131,2 -- 119,0 -- 108,4 -- 99,21 -- 91,11 -- 83,97 -- 77,63 -- 71,99

-- 66,94 -- 51,25 -- 40,49 -- 32,80 -- 27,11 -- 22,78 -- 19,41 -- 16,73 -- 14,58 -- .....................
7
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Il Sistema Solare occupa nel Sistema Stellare Locale una posizione molto vicina al centro
( 27,11 / 3280 ) .
I raggi delle orbite stabili sono quindi quasi coincidenti con le distanze delle stelle, appartenenti al sistema, osservate dalla Terra,
con la sola eccezione dei valori molto bassi, sui quali l'errore diventa sensibile.

Per un più facile confronto con i risultati delle osservazioni, riportiamo quindi lo schema orbitale con le distanze minime dal Sole espresse
in al.
                 Schema orbitale osservato dalla Terra del sistema Stellare Locale

3252. 9 - 2071. 9 - 1430. 9 - 1043. 9 - 792. 89 - 620. 79 - 497. 69 - 406. 59
- 337. 29 - 283. 39 -

240. 59 - 206. 09 - 177. 89 - 154. 49 - 134. 89 - 118. 29- 104. 09 - 91. 89 - 81. 29 - 72. 10 - 64.00 -

56. 86 - 50. 52 - 44. 88 - 39. 83- 24. 14 - 13. 38 - 5. 69- 0.0 - 4. 33 - 7. 70 - 10. 38 - 12. 53 - ......

Le distanze delle stelle fornite dalle osservazioni astronomiche sono riportate nell'  Art.31a     .
8
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Se si considerano le molte approssimazioni sia dei risultati teorici che di quelli forniti dall'osservazione, l'accordo tra i due valori risulta
più che buono.

Soprattutto risulta rilevante la coincidenza delle orbite da noi indicate con le concentrazioni
di stelle che vengono osservate fino al confine del sistema locale,
coincidente con l'orbita della
stella μ Garnet Star.

Osserviamo ancora che, in analogia con quanto si verifica nel sistema Solare, i valori delle masse hanno
tendenza ad
 aumentare con la distanza delle stelle dal centro dello spazio rotante.
Questo particolare ci dice che il meccanismo che ha dato origine ai due sistemi deve essere lo stesso.
Il sistema stellare locale, con le caratteristiche che abbiamo ricavato fornisce anche una risposta per tutte le velocità stellari che vengono
osservate, in quanto la relazione che esprime la velocità di equilibrio che si associa alle diverse orbite, ci consente di calcolare, con una
buona approssimazione, la velocità relativa tra due stelle in equilibrio su orbite
stabili :

                        vs ≃ ΔV = V1SL⋅(Δn) = (89,884 Km /sec)(Δn)

Per esempio, con   Δn = 1 si ricava, per le stelle più vicine a noi, come   Alfa Centauri  e   la stella di Barnard

                                           vs90 Km/sec

che coincide con il valore fornito dall'osservazione astronomica.
Lo schema che abbiamo ricavato ci conferma come l'organizzazione dello spazio fisico sia indipendente dal livello di aggregazione della
materia che lo occupa. In particolare, abbiamo la conferma che il centro del sistema stellare locale si comporta con il Sistema Solare come
il Sole con i suoi pianeti.
Questi ultimi, a loro volta, si comportano allo stesso modo con i loro satelliti, i quali mantengono, a loro volta, lo stesso comportamento
con tutti i corpi che si trovano in orbita nel loro raggio d'azione.
Se questo è vero, possiamo studiare ed interpretare il comportamento degli aggregati di ordine superiore
prendendo in considerazione dei 
sistemi molto più comodi ed accessibili all'osservazione.

Nei prossimi articoli ricaveremo le coordinate cosmiche del sistema stellare locale nella Galassia.
9
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 Art.32-- Scoperta e calcolo teorico del Sistema Stellare Locale, caratteristiche orbitali del sistema Solare nella Galassia -- Antonio Dirita

Lascia un commento