Art.20 -- Teoria generale della trasmissione dell'energia per onde, calcolo teorico della costante dielettrica e permeabilità magnetica del vuoto -- Antonio Dirita

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Abbiamo visto ( Art.13   )  che, se un punto dello spazio (non necessariamente materiale, in quanto nelle espressioni ricavate non compare
la massa) si muove in uno spazio rotante con un eccesso di energia rispetto al valore associato all'equilibrio sull'orbita circolare minima,
l'equazione generale della traiettoria percorsa è descritta dalla relazione:
                                                                       
con:             
possiamo dire che sul punto in orbita si manifesta un'accelerazione alternata con scambio continuo di energia con lo spazio rotante.
L'oscillazione che si produce nel punto   attorno alla condizione di equilibrio con   β =  , è espressa dalla relazione

e, attraverso il legame che esiste tra il punto in movimento e quelli dello spazio fisico circostante, si trasferisce ad essi con una velocità
Vs  costante e caratteristica del livello di aggregazione dello spazio fisico considerato.

Il punto  P, posto alla distanza z  da  O  verrà costretto, dalla continuità dello spazio fisico, a subire questa oscillazione
con un ritardo dato da :
                                      τz/Vs

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Nel punto  P si avrà dunque una perturbazione dello spazio, avente carattere ondulatorio, espressa da :

       
Se si considerano due punti distanti,  ze z  dall'origine  , la perturbazione che si manifesta su di essi avrà lo stesso valore se,
nell'equazione dell'onda ad essi associata, si ha la stessa fase,
ossia se si verifica :

  
da cui deriva :                                                       z – z = n ⋅ (Vs⋅T)

I due punti più prossimi alla sorgente che verificano questa condizione sono quelli ai quali corrisponde  n = 1,  che si trovano quindi alla
distanza :
                                          z – z = (Vs⋅T)  = λ

λ   viene definita "lunghezza d'onda" e rappresenta lo spazio fisico percorso dall'onda  (più propriamente dalla perturbazione)
in un 
periodo T.

Si ha dunque :                                                     λ = Vs⋅ = V/ν

Nello spazio fisico puro, senza materia organizzata, si ha   Vs = Cl  e quindi :    λ = T⋅ Cl = C/ν

L'equazione che descrive la perturbazione presente in ogni punto  dello spazio dopo un tempo   sarà dunque :

     
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Secondo tale relazione, la perturbazione prodotta nell'origine  O, variabile nel tempo con
legge
sinusoidale, si propaga 
nello spazio con la stessa legge, " e risulta così variabile sia
nel tempo che nello spazio ".

Si parla, in questo senso, di propagazione per onde della perturbazione nello spazio .

Il fenomeno può essere più facilmente visualizzato se non si considera un'onda continua, ma una sola forma d'onda in movimento.
Se, a questo punto, ad una certa distanza dall'origine, si desidera rilevare la perturbazione presente, si dovrà pensare di intercettarla
necessariamente con un ostacolo materiale, che possa interagire con essa.  
Bisogna però tenere presente che uno
strumento materiale non può essere uno strato continuo,
ma sarà, necessariamente, formato da un reticolo
cristallino con un
valore  Δz  della distanza tra gli atomi,
che risulta una caratteristica propria del materiale.

La differenza di perturbazione che, nello spazio e nel tempo, viene rilevata dagli atomi degli strumenti che vengono utilizzati risulta quindi:

Da queste relazioni risulta evidente che, se    λ >> Δz  ,  i diversi atomi del reticolo cristallino non
rilevano praticamente alcuna differenza nei valori della perturbazione imposta, sia nel
tempo che nello spazio,
e quindi il suo carattere ondulatorio non potrà essere
messo in evidenza.

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Se invece abbiamo    Δz ≃ λ ,   si ottiene    ΔX ≃ X   e si producono gli effetti tipici della propagazione ondosa .
A questo punto bisogna tenere presente che tutte le azioni che si verificano nell'universo sono riconducibili a un trasferimento di
energia,
per cui è in questi termini che si deve intendere la perturbazione.
condensatore sferico
Per esemplificare quanto abbiamo detto, consideriamo il sistema di figura, formato da un generatore elettrico capace di separare gli
elettroni dai protoni negli atomi presenti nelle sfere metalliche indicate. Le grandezze che caratterizzano il generatore sono :

-- l'energia che riesce a fornire ad ogni elettrone che separa

-- il numero di elettroni che riesce a separare nell'unità di tempo

Se ci riferiamo alla carica dell'elettrone, ossia se il sistema viene considerato come un circuito elettrico, i due valori caratteristici
diventano :
-- tensione elettrica :     
-- potenza fornita :       
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Il moto di elettroni attraverso una qualsiasi sezione del circuito viene indicato come corrente elettrica la cui intensità vale:
-- intensità della corrente elettrica :     
e quindi :                                                                                           P = VeAB ⋅ Ie

Se le caratteristiche del generatore vengono riferite alla massa dell'elettrone, si avrà :

-- tensione gravitazionale :          
-- potenza fornita :                      
Il moto di elettroni può essere definito come " corrente materiale " attraverso la sezione del circuito
e si ha :
-- intensità della corrente materiale : 
-- potenza fornita :                                                                  P = VgAB ⋅ Im

Se consideriamo la generica sfera di raggio  r ed  applichiamo il teorema di Gauss , noto anche come principio di 
conservazione della carica elettrica oppure dello spazio rotante, abbiamo :
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dove  ε  rappresenta una costante caratteristica del mezzo da determinare e    qs   la carica elettrica che si trova all'interno della
superficie  .
Si ricava così il valore del campo elettrico sulla superficie sferica di raggio r :
 
La tensione elettrica che si stabilisce tra due punti distanti dr vale :          dVe (Volt) = Ke ⋅ dr

e quindi tra i punti   e B :
     
Ricordando la relazione          
Se utilizziamo gli spazi rotanti, indicando con   α   una costante caratteristica del mezzo e con  Km  l'intensità del campo
gravitazionale
dalla relazione che lega  qs  a Ks² vediamo che, "se la massa si conserva"sarà possibile applicare
il principio di conservazione dello spazio rotante Ks²
e si ottiene :
           
da cui si ricava il valore del campo gravitazionale :    
Questa relazione, che lega lo spazio rotante  Ks²al campo gravitazionale  Km   ci dice che la teoria degli spazi
rotanti da noi proposta s'identifica con lateoria del 
campo universale,
che unifica tutte le forze della natura, descrivendole con una sola legge.

Essendo l'intensità del campo gravitazionale presente in un punto dello spazio associato a  Ks² già definito come valore della
forza che, in quel punto, lo spazio esercita sulla 
massa unitaria, si ha anche :
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Dovendo coincidere i due valori, dal confronto, si ottiene :                          α = 1/(4 ⋅ π)

La tensione gravitazionale tra i punti   e   risulta quindi :

L'energia associata al trasferimento di un elettrone dal punto  A  al punto  B  è una costante del problema, che non può dipendere dal
metodo usato per il calcolo e quindi nei due casi i valori calcolati dovranno coincidere.

       

Il rapporto tra la carica elettrica separata sulle sfere metalliche   q , oppure lo spazio rotante   Ks² generato, e la tensione
applicata è una costante del sistema, 
indicata come capacità elettrica del sistema formato dalle due armature (normalmente indicato
come condensatore).
Con   EgAB (J) = EeAB (J)   e sulla sfera centrale un numero np di protoni, si ricava il valore della costante :  
da cui si ricava il valore della costante :
   
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E' da notare che il valore della costante  ε  nel vuoto, indicato con  ε , non è indipendente dalla carica elettrica dell'elettrone  qe e
quindi nelle teorie correnti è stato fissato "arbitrariamente" uno dei due valori per poter determinare l'altro.
Durante l'elaborazione della teoria dell'elettromagnetismo è stato fissato il valore della costante ε in
modo da ottenere il risultato :


                                               1/(ε₀⋅μ₀) = Cl².

Successivamente è stato possibile determinare il conseguente valore della carica elettrica qe.
Se nel sistema considerato poniamo  R₂ → ∞ ,  la carica elettrica che viene separata sulla sfera di raggio  R₁  e lo spazio rotante
(oppure il campo gravitazionale)  generato, quando si collega a un generatore ( pompa di elettroni ), risultano :

                                 Ks² = VgAB (J/Kg) ⋅ R₁

                                  qs = VeAB (J/C) ⋅4⋅π⋅ε⋅ R₁

dove possiamo sostituire  Ks²Km  R1².

In queste condizioni, in ogni punto dello spazio all'interno della sfera si ha un campo di valore costante nel tempo, ma nessun
trasferimento di potenza da un punto all'altro, in quanto, affinchè ciò possa verificarsi, è necessario che nel punto si abbiano
"contemporaneamente" un campo ed un flusso diversi da zero,come indicato dall'espressione della potenza


Il trasferimento di energia si potrà dunque avere solo in caso non stazionario, quando si ha cioè una variazione della carica elettrica
o dello spazio rotante.
In questo caso i principi di conservazione vanno sostituiti con l'equazione di continuità.
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