Art.11-- calcolo teorico della massa dell'universo osservabile -- Antonio Dirita

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Se utilizziamo lo schema orbitale universale, partendo dallo spazio rotante polare, il cui raggio massimo   Rmaxu
viene definito dall'equatore della sfera cosmica, possiamo costruire un modello di universo su grande scala.
Se consideriamo che le orbite  Rn  sono le uniche sulle quali è possibile avere equilibrio, è chiaro che gli elementi
spaziali costituenti lo spazio fisico rotante, avranno tendenza a concentrarsi in prossimità di tali orbite. Si avrà quindi,
gradualmente, la formazione di anelli di spazio rotante 
con maggiore densità in corrispondenza di ciascuna
orbita e tracce di 
spazio, ugualmente denso, le quali si muovono verso il centro dello spazio rotante,
percorrendo delle spirali.

Man mano che un aggregato orbitante, seguendo un processo che vedremo in seguito, aumenta di dimensioni, si
circonda, a sua volta, di uno spazio 
rotante di raggio massimo crescente, strutturato secondo lo stesso schema
di quello centrale, con aggregati satelliti in moto su orbite stabili.
I satelliti, a loro volta, ripetono lo stesso processo, trattenendo in orbita altri aggregati ancora più piccoli e così via.
L'intero universo si presenterà dunque costituito da diverse serie di sfere, che rotorivoluiscono una
nell'altra, con raggio decrescente fino 
a diventare polvere cosmica.
figura 35
Ciascuna serie si muove su un'orbita dello spazio rotante generato dal polo dell'universo, sulla quale possono
o meno esistere altre serie che 
si muovono indipendentemente una dall'altra, essendo il loro moto, definito
praticamente solo dallo spazio rotante centrale.

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In base a quanto abbiamo visto, per avere una bassa perdita di energia, si avrà la tendenza a formare serie simmetriche
rispetto al centro. Questo fatto viene generalmente confermato dall'osservazione astronomica che riferisce di molte
strutture a spirale con bracci approssimativamente simmetrici ed in numero generalmente pari.

E' chiaro che con il passare del tempo il livello di aggregazione della materia aumenta e dunque il numero delle serie
presenti su un'orbita è destinato a diminuire con l'aumentare dell'età dell'universo, misurata dall'inizio del ciclo di
evoluzione in corso. In definitiva, salendo nel livello di aggregazione, in ciascuna serie avremo :
corpi celesti di dimensioni minime ( asteroidi o altro ), satelliti, pianeti, stelle, sistemi stellari, galassie, ammassi galattici,
super ammassi di galassie, super super ammassi, ecc., fino al polo universale.
Man mano che si riduce il livello di aggregazione diminuisce anche il valore delle masse e dei raggi delle sfere
rotorivoluenti, secondo la condizione di equilibrio che abbiamo ricavato :

                           Ks2 /Kp2  = ms /mp = Rn /rp0

Se si considera che, con il moto senza scorrimento, la velocità di rotazione coincide con quella di rivoluzione, si può
scrivere anche :
                       Vn = (2 · π · Rn )/Tn     = (2 · π · rp0 )/Tp
da cui  :
                                                                   Rn )/rp0  = Tn )/T0      

Con semplici passaggi, ponendo, per uniformità di scrittura,   rp0  = Rnsp  ,  si ottiene :

                                mp /Rnsp = (1/p2) · ms /Rnsp

Senza aggiungere ipotesi restrittive, salendo gradualmente nella scala gerarchica, si può generalizzare la relazione
fino a considerare la 
interazione tra una sfera rotante qualsiasi e lo spazio rotante polare, che rappresenta il
motore di tutto l'universo. Si ha infatti :

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indicando con :                                        P = p1· p2 · p3 · ............. · pu
si ricava :             
In definitiva quindi :                                       m0 /Rns0 = mu /R1u

Questa relazione ci dice che, per un qualsiasi aggregato materiale, il rapporto   m₀ / RnS0   dipende
unicamente dalla posizione che esso occupa nello spazio rotante universale,
che viene indicata dal
valore del numero quantico P associato.

Con un calcolo chiaramente molto approssimato, in quanto nell'universo non tutti i moti si realizzano senza strisciare,
utilizzando queste formule, con i dati ricavati effettuando osservazioni dalla Terra, possiamo avere un'indicazione della
massa inerziale che genera lo spazio rotante universale.

Il raggio del nucleo rotante terrestre vale :

         
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Il raggio della sfera universale è stato calcolato nell' Art.8   e vale      R1u = 13,88⋅10⁹ al
il raggio del nucleo rotante della Terra è stato calcolato nell'  Art.43   e vale  r0T  449,45 Km

Dalla relazione :                      m0 /Rns0 = mu /R1u  = mT /r0T

si ricava quindi la massa dell'universo :

mu (mT /r0T) · R1u(5,976 · 1024 Kg)/(449,45 Km13,88·109 al 1,746 · 1045 Kg

Ricaveremo per altra via la massa del nostro "universo osservabile", che si identifica con il super ammasso locale,
ottenendo un risultato praticamente coincidente con questo valore.
Se, per esempio, si vuole utilizzare il Sole per lo stesso calcolo, si deve tener
conto della relazione                             mu (m/RnT) · R1u(1,9891·1030 Kg)/(149,6·106 Km13,88·109 al 1,746 · 1045 Kg

e si ottiene lo stesso risultato.
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